
'La guerra ad internet è una guerra ai nostri figli', ha detto Lessig, mentre Fini ha aggiunto che 'considerare il web solo in termini di convergenza significa assumere una posizione di retroguardia'.
'I nostri figli non vedranno mai né un telegiornale, né un talkshow, spazi per i quali i nostri politici si accapigliano' ciecamente e senza nessun investimento in elettori a breve e medio termine, ha commentato più avanti Umberto Croppi, Assessore alla cultura del Comune di Roma.
Lo slogan 'Difendere la rete' è sembrato fuori registro, probabilmente figlio più dello scontro politico di campagna elettorale italiana che di una reale rispondenza ai termini della questione.
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